Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 13 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
La corsa ai materiali superduri continua. Il diamante resta ad oggi la sostanza naturale più dura, ma è dagli anni ’50 che si cerca di imitare e superare le caratteristiche di questa gemma; tra di queste la durezza è sicuramente la proprietà maggiormente richiesta.
Il progresso scientifico ha permesso già nel 2005 la realizzazione di un materiale chiamato diamante aggregato nanorod o fullerite ultradura (poiché ottenuta proprio dalla compressione di questo minerale), che possiede una durezza classificabile tra 10 e 10 ½ sulla scala di Mohs.


Di recente la stessa fullerite ultradura è stata oltrepassata. Il materiale di partenza è il fullerene C60, un composto del carbonio trattato per la primissima volta ad altissime temperature e pressioni. Il risultato è un carbonio amorfo con una durezza superiore a qualsiasi altro materiale naturale o sintetico conosciuto. I campi di applicazione nelle scienze dei materiali per questa nuova scoperta sono vastissimi, basti pensare all’utilizzo industriale come abrasivo. AM-III (questo è il nome momentaneo) potrebbe andare a sostituire quelli che sono i materiali oggi in commercio. Al momento non risulta impiegabile come sostituto del diamante in campo gemmologico, in quanto si presenta in una colorazione giallognola e poco trasparente.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 13, Autunno 2021



















