Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 3 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Durante un’escursione sulle Alpi, nel 1797, il mineralista francese R.J. Hauy scoprì alcuni cristalli piezoelettrici con lucentezza vitrea che furono scambiati per tormalina. Dopo analisi accurate R. Flatly realizzò invece di aver scoperto una nuova specie mineralogica che chiamò axinite.
Da un punto di vista mineralogico l’axinite è però un gruppo di minerali che comprende la ferro-axinite (la più utilizzata in campo gemmologico), la magnesio-axinite, la manganaxinite (di colore blu) e la tinzenite (di colore arancio); tali specie mineralogiche si differenziano per il contenuto di Fe, Mg, Mn e Ca. Gemmologicamente per axinite s’intende un borosilicato di calcio con variazioni composizionali non analizzabili con analisi gemmologiche standard.
L’axinite è un minerale metasomatico, presente nelle aree interessate da un metamorfismo di contatto in rocce basiche e vene. L’axinite di qualità gemma è abbastanza rara e i giacimenti più interessanti da un punto di vista gemmologico si trovano in: Tanzania (scoperti nel 2007 grezzi da taglio di ferro-axinite e magnesio-axinite), Sri Lanka, Francia (Isère), Brasile (Bahia), Pakistan (grezzi di qualità gemma sono stati rinvenuti recentemente a Khapalu), Russia (Urali), Messico (Baja California, grossi cristalli trovati negli anni ’60), Stati Uniti (New Jersey e California) e Italia.
Le pietre provenienti dall’Italia in genere sono piccole e scure e di poco pregio. Nonostante ciò, alcune apprezzabili gemme di axinite sono state tagliate da cristalli rinvenuti sul Monte Bianco, nei detriti del ghiacciaio del Miage, Valle d’Aosta (Figure 19 e 20).


Le dimensioni delle pietre sfaccettate sono generalmente ridotte (oltre che per le inclusioni e le fratture) a causa del sottilissimo spessore di molti grezzi, che impedisce il taglio di pietre di grossa caratura con proporzioni adatte.
L’axinite può essere confusa con l’andalusite, per il forte pleocroismo, e con il quarzo fumè per quanto riguarda il colore. Il mercato di questa gemma è mirato ai collezionisti di pietre.

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A cura del qualificato gruppo di specialisti della rubrica Gemme d’Italia, pubblicato su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 3, Gennaio 2018.



















