Il momento della grandidierite

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 5 nel 2018. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Il prestigioso magazine “Forbes” l’ha inserita al terzo posto tra gemme più care al mondo, dopo il diamante rosso e la Taaffeite, con una valutazione di circa $20.000 al carato. La scoperta di un nuovo giacimento nel sud del Madagascar vicino al villaggio di Tranomaro ha attratto l’attenzione della ricerca scientifica, il GIA ha rilasciato un paio di studi approfonditi. A fare notizia è però un particolare che il grande pubblico delle pietre preziose aspetta sempre con ansia, le grandidieriti sono ora sul mercato ed i prezzi fanno registrare un cospicuo ridimensionamento. Sono tutti esemplari memorabili? Certo che no, stesso il blu vira verso toni verdastri e le fratture sono evidenti. Durerà? Si troveranno altri giacimenti che possano sopperire ad un eventuale esaurimento delle scorte? Considerando che, al momento, il mercato offre questo minerale a un prezzo abbordabile forse è il caso di sfruttare l’occasione per conoscere più da vicino questa gemma dai toni particolari di blu.

(Foto: Collezione Paolo Minieri Pietre)

La grandidierite (Mg, Fe2+)(Al, Fe3+)3(SiO4)(BO3)O2 è un borosilicato di alluminio e magnesio appartenente al sistema cristallino ortorombico. È una pietra biassica con indice di rifrazione compreso tra 1,575 ed 1,635 con una forte birifrangenza che varia tra 0,033 e 0,040, densità compresa tra 2,88 ai 3,00 g/cm3 con discreta durezza, 7,5 della scala di Mohs. Ciò ne permette l’utilizzo in gioielleria, anche se la presenza di netti piani di sfaldatura la rendono difficile da tagliare, spesso condizionando bellezza, dimensioni e forma. In apparenza questa pietra si presenta di una colorazione dal blu/verdognolo (il blu è conferito dalla presenza di ferro) dal traslucido al trasparente con lustro vitreo. Presenta un tricroismo dal medio al forte e dall’azzurro-grigiastro/verde, blu-verdastro/incolore-giallo molto tenue. Anche le pietre più cristalline non sono quasi mai prive di inclusioni e fessurazioni (spesso affioranti). Risulta essere inerte ai raggi UV sia a 365 che a 253nm.

La natura metamorfica legata all’esposizione delle rocce ad alta temperatura e bassa pressione fa si che la grandidierite si ritrovi in rocce alogene ricche di boro spesso associata al quarzo, ma anche a diopside, sinhalite e tormalina. Proprio l’esplorazione di zone minerarie alla ricerca di tormalina e in particolare della fantomatica e introvabile “tormalina Paraiba” ha attirato l’attenzione su grezzi di grandidierite dal colore simile.


Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 5, Autunno 2018

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Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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