Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 14 nel 2022. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.
Precedentemente noto come lago Ōmi, il lago Biwa è il più grande specchio di acqua dolce del Giappone ed è situato nella Prefettura di Shiga (Honshū centro-occidentale), a nord-est della ex capitale Kyoto. È conosciuto come luogo d’origine della coltivazione delle perle d’acqua dolce, il luogo dove la questa tecnica di produzione è stata avviata quasi un secolo fa. Prima dell’ingresso dirompente della Cina tra i paesi produttori, le perle coltivate senza nucleo hanno conosciuto in Giappone una stagione dorata che ha raggiunto il suo picco negli anni ‘70. Il mollusco Hyriopsis schlegelii, che era originariamente utilizzato per la coltivazione delle perle, è una specie indigena del lago Biwa ed è ora nell’elenco delle specie in pericolo a causa dei cambiamenti ambientali che si sono verificati a partire dagli anni ‘80. Si ottengono ancora perle dal lago ma ora si sta utilizzando una specie ibrida (Hyriopsis schlegelii × Hyriopsis cumingii).

Il mercato giapponese è espressione d’un gusto particolarmente sofisticato e ha deciso di premiare proprio le perle di vecchia generazione, quelle coltivate nel mollusco Hyriopsis schlegelii che recentemente sono divenute un prodotto vintage. Ciò ha posto un problema di identificazione gemmologica alquanto serio.
Un punto della situazione per quanto riguarda la separazione delle perle freshwater a seconda della loro origine e dei molluschi utilizzati è stato fatto nel volume 55 di Gems & Gemology, Spring 2019 (Artitaya Homkrajae, Ziyin Sun, Troy Blodgett e Chunhui Zhou, “Provenance Discrimination of Freshwater Pearls by LA-ICP-MS and Linear Discriminant Analysis”). Ulteriori studi hanno dimostrato che microradiografia e LA-ICP-MS sono gli strumenti più importanti per l’identificazione degli elementi in traccia in grado di rilevare la provenienza e le specie. Le caratteristiche interne ed esterne insieme alla chimica degli oligoelementi possono essere utili per distinguere le perle coltivate Biwa d’epoca dalle loro controparti più moderne.
Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 14, Primavera 2022



















