La tecnologia di marcatura di Opsydia sostituirà le tradizionali iscrizioni laser sui diamanti

Questo contenuto è stato pubblicato per la prima volta su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia nr. 11 nel 2021. Le informazioni qui presenti sono pertanto aggiornate alla data di prima pubblicazione.

Copertina IGR

Il problema alla base della tracciabilità delle gemme è che i registri digitali devono essere basati su marcatori fisici. Perché sono necessari dei marker? Perché serve un collegamento per identificare univocamente ogni singola gemma a cui devono essere assegnate determinate proprietà, siano esse caratteristiche gemmologiche e qualitative o informazioni sull’origine, sull’approvvigionamento responsabile e quindi sulla compliance etica. In pratica, abbiamo i nostri pacchetti di informazioni protetti in catene digitali immutabili? Ok, ma questi pacchetti a cosa si riferiscono? Devono essere sempre associati inconfutabilmente a ogni singola pietra e solo a quella. Il primo tracker a rispondere a questa esigenza è stato il Provenance Proof di Gübelin, successivamente evoluto in un’iniziativa blockchain con Everledger. Consiste nell’applicazione di nanoparticelle in grado di firmare virtualmente pietre preziose, principalmente gli smeraldi, grezze o tagliate.

Per quanto riguarda i diamanti, tradizionalmente il marcatore che l’industria sta ampiamente utilizzando è un numero di serie inciso con il laser sulla cintura. Si presume che oltre 10 milioni di diamanti vengano singolarmente incisi con il laser ogni anno, permettendo l’archiviazione di informazioni sulle loro caratteristiche qualitative, da fornire agli acquirenti. L’applicazione di questa identità consente inoltre di veicolare dati corretti sulla catena di fornitura, utili ad alimentare la blockchain. Ma quanto può essere sicuro un numero di serie inserito per mezzo di un’incisione superficiale? Non molto, la pietra può essere ritagliata e rilucidata. I dati possono essere cancellati o duplicati. Sono operazioni che tecnicamente si possono fare e oggi sono più semplici di quanto non lo fossero in passato. Ecco perché i cospicui investimenti digitali che sono stati messi in atto per conquistare la fiducia dei consumatori non potranno basarsi ancora a lungo sulle incisioni superficiali fatte con il laser.

ID inciso sotto la superficie di un diamante, visibile utilizzando una lente standard a 10X. (Foto: Opsydia)

Opsydia, spin-out del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria dell’Università di Oxford, è un’azienda che si propone di entrare nel mercato della sicurezza dei diamanti con una tecnologia di marcatura innovativa e proprietaria mediante la quale si riescono a creare strutture praticamente invisibili all’interno di materiali trasparenti. La tecnologia funziona applicando su un diamante impulsi laser, di lunghezza inferiore a un trilionesimo di secondo, che vengono “sparati” oltre un milione di volte al secondo. Si tratta di tracce dalle dimensioni di 1/50 di capello umano, visualizzabili solo da un microscopio. Un simile microscopico ID non influisce sul grado di purezza dei diamanti, anche dei migliori per purezza, come verificato e confermato da due importanti case di valutazione, tra cui l’istituto svizzero di gemmologia (SSEF).

Marcatore alfanumerico di identificazione Opsydia di dimensione inferiore a 50 μm non visibile ad ingrandimento a 40X. (Foto: Opsydia)

I marcatori di Opsydia possono essere utilizzati dai laboratori d’analisi di gemme per inscrivere i propri report sotto la superficie dei diamanti mentre il comparto può impiegarli per sviluppare la sicurezza delle transazioni lungo la catena di fornitura dei diamanti tagliati. De Beers è stata la prima azienda ad applicare i marker di Opsydia – già nel 2018 – sui diamanti sintetici della propria linea Lightbox. Una sorta di prova generale prima del debutto in grande scala?

Il sistema Opsydia con la sua interfaccia utente. (Foto: Opsydia)

Gem News pubblicata su IGR – Rivista Italiana di Gemmologia n. 11, Inverno 2020-21

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IGR Team
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Contenuto realizzato dal team editoriale di IGR (Rivista Italiana di Gemmologia/Italian Gemological Review), network informativo per Gemmologi e per professionisti quotidianamente impegnati nel settore delle pietre preziose.

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